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IMPROBABILI PROFESSIONI

Filed under (Argomenti vari) by linodore on 05-05-2011

varrie 021E’ sufficiente avventurarsi alla ricerca di un lavoro per accorgersi che qualcosa è radicalmente cambiato. Benché le differenze abbiano fatto la fortuna del genere umano, che da tante diversità ha tratto la forza per trasferire le competenze necessarie al progresso dell’uomo, tuttavia nell’ambito della ricerca occupazionale, questo cambiamento non ha portato vantaggi per i disoccupati. Ci si aspetterebbe di trovare, come in passato, tanti annunci riguardanti le professioni ed i mestieri tradizionali. Mai errore di valutazione è stato più lontano dalla realtà. Simili annunci sono rarissimi. Generalmente chi legge non capisce neppure che tipo di occupazione viene proposta. Le offerte propongono call center e sono in assoluta maggioranza. In queste occupazioni la rotazione lavorativa, eccezion fatta per quelli che gestiscono l’assistenza dei servizi proposti, è talmente veloce che il proponente ha assoluto bisogno di continuo ricambio. Le offerte di lavoro partono da nebulose ricerche di tipi audaci, unici e sicuri dei propri mezzi, che vogliono confrontarsi costantemente con se stessi; sembrerebbe un selezione per partecipare ad un reality estremo. Quando poi cedi alla tentazione e concorri, insieme ad una moltitudine di assetati di lavoro, dopo alcuni coreografici incontri che non ti chiariscono assolutamente la natura del lavoro, scopri che si tratta di vendere aspirapolvere. Nobilissima attività che ha dato da vivere a moltissimi professionisti della vendita porta a porta, ma che non soddisfa ne convince le centinaia di concorrenti che si aspettavano altro. Non sarebbe stato più razionale e onesto indicare precisamente il professionista ricercato, piuttosto che sprecare tempo e denaro nell’indorare una pillola che pochi sono disposti ad ingoiare? Se la ricerca è per operaio, non cambia la realtà chiamarlo con nomi esotici, raggiunge l’unico risultato di attirare tanti altri che con quella attività non si riconoscono né hanno alcuna intenzione di esercitarla. Sembra che chiamare le cose con il proprio nome sia diventato superfluo, con il risultato di suscitare, nell’occasionale interlocutore, delle aspettative che non si possono soddisfare, creando un anomalo flusso di disoccupati che comunque, sai in partenza, non risolveranno il tuo problema. Sono convinto che la misura sia colma, che si sia superato il limite della libera contrattazione ed occorra l’intervento delle istituzioni per regolamentare la materia, soprattutto per garantire la parte più debole da continui e reiterati soprusi perpetrati da pseudo datori di lavoro improvvisati che nella confusione generale pescano nel torbido tra le pieghe della legge vessando poveri disoccupati, illudendoli con occasioni improbabili che la realtà avvicina molto a tentativi di truffa. Ignorare un problema non lo rende meno pericoloso per la collettività.



2 commenti già pubblicati, aggiungi il tuo!

ConIlCuoreInMano on 5 Maggio, 2011 at 13:06 #
    

ciao!
questo problema è davvero assai diffuso, vengono fatte delle proposte di lavoro che sono del tutto diverse dal lavoro effettivo, a tal proposito anche le iene in un loro servizio, andato in onda settimana scorsa, in pratica su un annuncio e poi tramite colloquio avevano detto di cercare una persona per mansioni di ufficio in realtà si trattava di un lavoro porta a porta.


linodore on 8 Maggio, 2011 at 09:45 #
    

E non é il nostro problema più grave!!!!!!


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