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IRONIA DELLA SORTE…..

Filed under (Costume, Società, Tradizioni) by linodore on 31-01-2017

E’ proprio il caso di dire ironia della sorte, ma è la realtà, alcuni migranti sono più ricchi dei connazionali con i quali collaborano. Qualcuno a questa affermazione, potrebbe storcere il naso, ma la realtà non è poi troppo diversa. Effettivamente alcuni lavoratori stranieri, arrivano in Italia per ricoprire gli spazi che ormai i lavoratori nostrani lasciano vacanti, non si capisce in base a quale parametro etico economico, ma effettivamente senza l’apporto di questi lavoratori, alcune famiglie rimarrebbero senza braccia operative. Probabilmente l’esperienza personale di ogni straniero che lavora in Italia, non è uguale, ma, senza voler fare di tutta l’erba un fascio, un consistente numero di costoro, soprattutto quelli provenienti dai Paesi più poveri, trovano nel bel paese, la personale America. Alcuni racconti hanno mostrato che tale fenomeno è più diffuso di quanto si possa sospettare, anche se allo stesso si tende a non dare alcuna risonanza, soprattutto da parte dei diretti interessati. Capita così di scoprire, vivendo a stretto contatto con loro, che questi operosi lavoratori, sanno essere delle autentiche formichine. Consumano quasi nulla in Italia e trasferiscono ogni risorsa, frutto del loro lavoro, nei Paesi d’origine, con i quali non hanno, ne vogliono tagliare i rapporti, anzi. Così, a volte, si viene a conoscenza di avere in casa veri e propri Paperon de Paperoni, proprietari di autentici imperi immobiliari, ai quali, anno dopo anno, aggiungono altri componenti, che una volta rientrati in patria, permetterà loro e ai loro figli, di trascorrere lunghi periodi di vita agiata. Ma non è soltanto il settore immobiliare che attira capitali dal nostro Paese, infatti le risorse ricavate da lavori, a volte molto umili, esercitati in Italia, vengono reinvestiti in agricoltura, commercio e praticamente in ogni attività economica che possa reimpiegare quelle cifre guadagnate in occidente, che per quanto da noi possano sembrare trascurabili, nell’economia di altri Paesi, rappresentano capitali di tutto rispetto, che richiamano sempre nuovi lavoratori, in cerca di quella agiatezza economica che anni di tenace lavoro può garantirgli. Va detto che anche questi fenomeni migratori devono sottostare a leggi non scritte, che spesso utilizzano sistemi assimilabili a quelli di mafie e rachet malavitosi. Infatti casualmente nello stesso territorio, i lavoratori di settori omogenei, sono imparentati tra loro. Ritroviamo intere famiglie che comprendono padri, figli nipoti ed affini che esercitano i lavori più remunerativi e finiscono per tramandarseli di padre in figlio, sino a che età o acciacchi, li richiamano nei paesi d’orine, ove hanno la possibilità di mantenere un tenore di vita simile al nostro, in un contesto socio economico decisamente diverso. Abbiano la soddisfazione di partecipare attivamente al progresso sociale ed economico di Paesi anche lontani, i cui abitanti, vivendo in mezzo a noi, imparano a vivere alla nostra maniera, adottando il nostro stile di vita e oltretutto esportano la nostra cultura nei loro Paesi, attraverso figli nati e vissuti in Italia, dove si sentono più a casa che nei paesi d’origine dei loro stessi genitori. Ma tutto questo significa esportare la nostra civiltà in posti lontani, i cui abitanti ritengono il nostro modello sociale, economico e culturale, migliore di quello che secoli di civiltà ha evoluto nei loro paesi. Ci rimane la grande soddisfazione di contribuire all’emancipazione economica e culturale di paesi emergenti o sottosviluppati, sottoponendo quelle remote terre ad una novella civilizzazione a colpi di di arte ed alimentazione mediterranea.



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